Berenice

BERENICE
ovvero
IL RATTO DEL RICCIOLO

Opera buffa in un atto (da Alexander Pope)

Personaggi

Mrs Berenice, addetta alle pr. e filantropa, soprano
Miss Labelle, sua assistente e confidente, soprano leggero
Mr Forfex, possidente, basso
Ariel, suo factotum, baritono
Gli Spiritelli dell’Attimo Opportuno, coro di voci bianche
Voce recitante
Comparse, mute.

Sinossi

La vicenda si svolge a Londra, oggi.

Berenice lavora come responsabile delle pubbliche relazioni in una grande ditta di cosmetici a Londra; forse è sposata, certamente ha dei figli, che vivono, pare, in America; la sua vera occupazione è la filantropia (bambini abbandonati, mariti separati), di cui tiene informato il pubblico attraverso libri autobiografici e trasmissioni televisive di successo. Mr Forfex è un ricco, maturo rentier ozioso, che occasionalmente si dedica ad attività nel ramo immobiliare. Guardando la tv e poi partecipando a una festa filantropica, Forfex (in latino, forbice) s’innamora di Berenice. Sapendo da Ariel, il factotum pettegolo, che Berenice è superstiziosa (crede che nei momenti di difficoltà le vengano in aiuto degli angioletti: il coro di voci bianche, che lei vede davvero), pensa che il mezzo migliore per conquistarla sia conformarsi al suo costume; intona allora una preghiera agli spiritelli di fronte a una piccola pira di profumi, riviste di moda, biancheria intima. Infine tende un agguato a Berenice, riuscendo a tagliare un riccio della sua chioma: credendo di riuscire a conquistarne così l’anima e il corpo. Ma ottiene l’effetto contrario: Berenice, inviperita, pretende la restituzione del ricciolo e intenta una causa al ‘violatore’. Un tribunale impone a Forfex di pagare un milione di sterline per danni morali e di pubblicare sul giornale una lettera di scuse. Ma il corpo del reato (il ricciolo), dato per perduto, rimane in sua mano, e questa è pur sempre una piccola vittoria: Forfex continua a sperare. L’opera si chiude con un’aria di furore di Berenice, un po’ più ricca sì, ma sconfitta nel puntiglio (dov’erano al momento del ratto fatale gli Spiritelli dell’Attimo Opportuno?), cui fa séguito una ‘morale’ intonata dai medesimi spiritelli, finalmente in scena.

Prologo. I. Berenice e Labelle. II. Forfex e Ariel. III. Incontro tra Forfex e Berenice. IV. La preghiera di Forfex. V. Berenice e gli spiritelli. VI. Forfex e Ariel. VII. Il ratto. VIII. Forfex e Ariel ascoltano la sentenza del tribunale. IX. Labelle e Berenice: l’ira. X. Gli spiritelli.

Prologo

Voce recitante

Io sotto il cielo cosa non conosco
più terribile, risibile: l’uomo.

Solca i mari, la terra coltiva,
gli uccelli cattura, i pesci,
la patria difende, se deve,
gli dèi adora, benigni e potenti,
e degli astri indovina il cammino;
le imposte paga, i parcheggi,
le case, i cànoni, i balzelli,
all’urne si reca, disciplinato, sommesso.
Ma se poi un ricciolo (di femmina, dico)
la sua mente turba, più stolto si mostra
d’un lattante che il seno morde,
quel seno che nutrirlo dovrebbe.
Perché è trappola la treccia
che altri, padrone, possiede.
Chi possedere può, e cosa?
Non è diletto amare chi ci ama?
Ma tracotanza io chiamo
testardi volgersi al male.
Però, femmine, voi siate pietose,
ché nudo io resto, e balbetto
se vedo quali voi siete:
una tempesta, un tremuoto
una guerra, una peste
tanto lutto non procura
nell’orbe terracqueo
quanto un bacio non dato,
uno sguardo negato,
un ricciolo che nell’aria volteggia,
e per sempre svapora.

Tu, tu sotto il cielo forse conosci
più terribile storia, più risibile?

Scena prima

Nell’ufficio della «Perfumes & Profits» a Londra. Berenice arriva trafelata, accolta da Labelle.

Berenice
Labelle, Labelle… dove ti sei cacciata… che ora è?…. dove siamo… dove eravamo arrivate? (afferra un manoscritto dal tavolo).

Labelle (esce dalla porta che dà sul balcone, dove stava fumando una sigaretta)
Madame, eccomi, eccomi… sì, dov’eravamo arrivate ieri? Alla pagina tre della vostra quarta autobiografia autorizzata.

Berenice
Cosa stavi facendo, ragazza… cosa?

Labelle
Niente… prendevo il fresco…

Berenice
Tu stavi fumando… sciocca… non sai che…

Labelle
Sì è vero, scusatemi… lo so ‘Perfumes and profits’…

Berenice
E se lo sai allora, perché lo fai? Ripeti con me…

Berenice e Labelle

Profumi & Profitti
non vuole più inganno:
se fumi è tuo danno,
se crepi, non pago,
se chiedi, mi nego,
e perdi ogni pregio.
La pelle si macchia
il capel invecchia,
ridotta a uno straccio
morire t’è strazio.
E non basta un sit-in
per piegar il capo
(capo, tu, mio dio!): (entrambe indicano Berenice)
il profitto profuma
perciò qui non si fuma!

Berenice (maternamente dà un bacio a Labelle, che ride)
Brava ragazza, mi fa bene darti una strigliata al mattino presto. Però riga dritto, se no la canzoncina te la faccio ricantare cinquecento volte (e chi ci ascolta, suo danno)! Intesi?

Labelle
Intesi… Anche quando mi punite… siete così… giusta… Intesi. Dunque ieri mi dettavate…

Berenice
Sì… la storia del mio primo impiego… avevo quindici anni e già conoscevo il mondo… sapevo quello che volevo… Vetrinista, poi commessa, poi modella, poi assistente, poi… Scrivete:

Una donna a quindici anni
ben conosce ogni gran moda,
sa che il diavol ha la coda
(che non è una cosa odiosa)
quel ch’è ben, o che non è.

Io già lessi il mio destino
tra le linee d’una mano
e tra l’onde d’un cuscino
quando un angel mi chiamò!

Labelle
Un angelo?

Berenice
Oh, molti angeli
molto attraenti
nei bei momenti,
quando non va!
Oh spiritelli
voi siete belli,
voi m’aiutate
con voluttà!

Labelle
Ah sì… sono gli Spiritelli dell’Attimo Opportuno, di cui avete parlato in televisione l’altra sera, non è vero?

Berenice
Sono loro!

Labelle
Sono stra… straordinari!

Berenice
E piacciono molto. Al parroco, al pastore, al presidente, al rabbino… all’iman … ai personal trainers… e soprattutto al pubblico che legge i miei libri… Mi aiutano: sempre!

Opportuno è
se piace a me:
se piace a voi,
angeli miei!

(Da dietro le quinte si sente il Coro degli Spiritelli che risponde):

Noi t’ubbidiam, però non ci tentare
il vento soffia, eppur ti può fermare:
dal ratto guàrdati della tua chioma,
che un maschio desia, sì: lui ti vuol doma!

Berenice
Cosa vorranno dire stavolta gli spiritelli? Mah… Labelle, seguimi, dobbiamo andare in centro. E poi in tv.

(Escono).

Scena seconda

Stanza semibuia di un lussuoso appartamento.

Ariel (entrando)
C’è qualcuno in casa?

(Silenzio)

Mio signore, dove siete? Sento un ronzio… un ronzio fastidioso… ah è la televisione!

(Riverso sulla poltrona, mezzo sbronzo, con il telecomando ancora in mano appare, illuminato da un fascio di luce, Forfex)

Orsù, svegliatevi, è quasi mezzogiorno!

Forfex (riscuotendosi)
Ah sì, davvero… è mezzogiorno?

(Pausa)

Ma tu l’hai vista quella strana signora… antipatica… antipaticissima… eppure… con quegli occhietti… quei riccioletti… in televisione dico…stanotte… o forse stamattina…

Ariel
Ma di chi state parlando? E poi che importanza ha? Signore, vi prego, un po’ di contegno… nessuno ci vede, ma io so che voi siete il discendente d’una così illustre schiatta e…

Forfex
Schiatta tu, Ariel, schiatta tu, piuttosto: e se vuoi te lo dico anche in versi chi erano gli avi miei:

Ma di che schiatta
cianciando vai?
Tu gli avi miei
non conoscesti
eran ben lesti,
sì, nel rubare,
che tutta Londra
vuole imitare
il for e il fex,
eh sì: FORFEX (gridando)
la sforbiciata
speculativa
che taglia in due
l’operaiuccio
l’impiegatuccio.
Però a lui piace
esser fottuto
da Fex, da For
schiatta di dèi!

(Fa un bel rutto da ubriaco)

Io invece non ne ho più voglia di speculare… qualche transazione nel campo immobiliare, così per ridere… e il resto alle femmine… seppur ancora mi vogliano guardare… però quella ricciolina che raccontava la sua vita in televisione… si chiamava… un nome lungo… che puzzava di… era tedesco! Antipatica… presuntuosa… ma…

Ariel
Signore… un caffè doppio?

Forfex
No… per carità… un hamburger piuttosto!

Ariel
Con una fetta di avocado dentro… come al solito?

Forfex
Sì, perfettamente!

Ariel
E quel titolo di baronetto, allora? Lo compriamo? Sul listino pare diminuiscano i prezzi dei baronetti.

Forfex
No, ora no… tanto non serve più a niente da quando governa il Labour. Piuttosto io vorrei comprare quella…. Ariel, ti puoi informare dove vive la signora filantropa? E come si chiama? E perché io non la conosco ancora? Io che conosco tutti?

Ariel
Quel che si fa, si disfa poi,
se non si sa, poi si saprà:
all’imbroglio pensiamo noi
per catturar qualche beltà!

Forfex
Tu e le tue canzoncine zuccherose… taci e vai!

Ariel
Esco, taccio, dico, nego:
quel che vuol il mio buon Ego!

(Esce, dopo essersi cerimoniosamente inchinato, prima di fronte a Forfex, poi di fronte al pubblico).

Scena terza

All’aperto, a un déjeuner sul Mall organizzato dall’Associazione M.E.D.E.A, «Madri elettive domatrici e artiste». Forfex, che è un po’ intimidito, è guidato da Ariel.

Forfex
Che confusione… quanta gente, e quante femministe allampanate, e che caldo!

Ariel
No, signore, non cominci a fare così… e poi non si chiamano più femministe… sono semplicemente donne… donne molto forti e capaci.

Forfex
D’accordo, d’accordo… Hai scoperto il nome della femmina dei miei pensieri… la femme de mes pensées…

Ariel
Oh, certamente: si chiama Berenice, un bel nome, no?

Forfex
Uhm… un nome da opera seria, non buffa… Cosa vuol dire nella nostra bella e sonante lingua inglese?

Ariel
Vuol dire: ‘colei che apporta la vittoria’.

Forfex
Ah bene… È tedesco, vero?

Ariel
No, greco…

Forfex
Meglio, i crucchi non li sopporto! Anche se ormai io amo tutti e odio tutti: ugualmente!

I due si fermano: accanto a loro appare Berenice seguita da Labelle, e da tre giornaliste che prendono febbrilmente appunti.

Berenice
Volete sapere dunque il programma odierno della nostra associazione filantropica? Lo volete sapere davvero?

All’unisono gli astanti dicono «sì», mentre Ariel e Forfex rimangono stupefatti e muti.

Dicerolvi molto breve:

Donne ch’avete perduto la gioia
donne che il maschio tormenta e la noia,
orsù imparate a rifarvi una vita!
Viaggi gratuiti, ma senza ritorno
economico, sì, è bene inteso,
dell’agente filantropo-oratore
che risolleva milioni e milioni
di poverissimi cristi, orfanelli:
sì, on line tante adozioni a distanza,
finché i pargoli ritornan felici.
E, donne, a voi una cura speciale
al forte braccio, al viso almo, celeste:
liposuzion perfettissima al costo
di cento sterline: escluso il trasporto…

(Sottovoce, recitato): … della salma.

Labelle
Vi par poco per la nuova M.E.D.E.A, maga e dea?

Tutte scuotono il capo in segno di diniego; Forfex a bocca aperta, ammirato.

Berenice
Questo è il primo settore di intervento, ampiamente e costantemente implementato da donatrici che vogliono rimanere anonime, e snelle. Ma perché nessuno creda che noi discriminiamo l’altro sesso, tenete a mente che un’adozione, questa volta non a distanza ma in praesentia, riguarda anche i mariti abbandonati: qui a Londra, ma presto anche nel Sussex e in Scozia! Per finanziare questo secondo, ancora piccolo progetto (strascica la parola ‘piccolo’), oggi venderemo all’asta quadri – li vedete qui – di alcune artiste dilettanti.

L’ultima frase viene salutata da un applauso. A questo punto Forfex guadagna il centro della scena, avvicinandosi a Berenice.

Forfex
Miss…

Berenice
No! Mrs!

Forfex
Oh… pardon… signora… vorrei…

Berenice
Lei m’onora… ma in questo momento…

Forfex
Ecco… cento sterline, anche senza liposuzione… sono un amante della causa!

Berenice
Amante? Ah!

Forfex
Ama chi vive:
sol chi vive ama!

Berenice
Ah… sì… grazie… mille grazie… si faccia dare la ricevuta!
(Esce, mentre Forfex la guarda senza parole).

Ariel (a parte)
Il padron Forfex è rimasto di princisbecco!

Scena quarta

A casa di Forfex

Forfex
Allora cosa sei riuscito a sapere di lei? Forza, parla!

Ariel
Mio signore, quanto segue:

È molto ricca, è molto vacca…

Forfex
Ah, no, non ti permetto queste villanie!

Ariel
Mi scusi, avevo sbagliato la nota. Riprendo:

S’è molto ricca
s’è molto vacca
questo chi ’l sa?

Forfex
No… basta con questi scherzetti… dimmelo in prosa!

Ariel
Sì, se proprio volete rinunciare alla poesia…. Dunque: lavora alla Perfumes & Profits, grande multinazionale del settore cosmetici, si occupa di pubbliche relazioni, è molto influente, benestante. Forse è stata sposata… ha due figli adolescenti, ma non se ne occupa… vivono, si dice, in America. Si occupa moltissimo, come avete visto, di filantropia, verso animali, uomini, cose…

Forfex
Cose?

Ariel
Sì! Avete presente quelle vecchie dimore patrizie abbandonate e diroccate nelle campagne inglesi? Le recupera!

Forfex
Una donna generosa!

Ariel
Sì… e di questa generosità tiene costantemente informata Londra… il paese… il mondo intero.

Forfex
Signorile!

Ariel
A suo modo…

Forfex
E… amanti?

Ariel
Dicono più d’uno… ma nessuno li ha mai visti!

Forfex
Strano…

Ariel
Ha questo rapporto simbiotico con la sua assistente Labelle… però pare da escludere che…

Forfex
Escludere? Mai escludere niente con le donne… Dimmi qualcosa di più… avrà il suo faible…

Ariel
Faible?

Forfex
Già, non si studia più il francese a scuola… tutti studiano il cinese o l’arabo… il suo debole, voglio dire!

Ariel
Ah sì… capisco… Pare che parli con degli spiriti… degli spiritelli…

Forfex
Profondo! E loro le rispondono?

Ariel
Pare… o almeno lei dice così… li chiama «gli spiritelli dell’attimo opportuno»… devono essere molto astuti, perché alle volte la consigliano (e bene!) persino su come giocare in borsa!

Forfex
Sono spiriti galanti?

Ariel
Sì, s’intenderanno anche d’amore, magari… Perché? Vuole supplicarli?

Forfex
Bravo, Ariel, hai capìto… una preghiera… ma accendendo una pira votiva, prima, come gli antichi. Portami un po’ di feticci: una scarpa col tacco, un paio di mutandine, un reggiseno, un romanzo erotico, l’ultimo numero di Girl, il rossetto che non macchia… e, mi raccomando, il suo profumo, quello che pubblicizza in tv!

Ariel
Sì, signore.
(Esce e rientra quasi subito)
Ecco!

(La pira viene accesa, sul piccolo rogo Forfex sparge incensi e incomincia la preghiera):

O voi spiriti, spiritelli
spiritelli, voi voi,
o spiritelli…

(si prostra e si rialza tre volte, aspira il fumo dell’incenso)

S’io meritai da voi assai o poco,
la preghiera ascoltate di un devoto
che piange di piacer come d’affanno
(ma più forte il piacer sia dopo il danno):
io un riccio voglio di quell’altera,
di Berenice, sì, che è troppo fiera,
un riccio tenero fra i suoi bei ricci
da giunger al trofeo dei miei feticci!
Quando avrò il riccio, dolci amici miei,
il più splendente tesoro avrò: lei!

(Sviene)

Ariel (sollevando Forfex e portandolo fuori scena)
Ma s’accontenta del riccio o la vuole tutta intera? Non vorrei che mi stesse diventando impotente il boss…

Gli spiritelli (da dietro le quinte)
Il ricciolo avrai, ma lei mai mai mai!
Il ricciolo avrai, ma lei mai mai mai!
Il ricciolo avrai, ma lei mai mai mai!

Scena quinta

Berenice (sola, a casa sua)
Sono così stanca, forse sto esagerando con la filantropia… e poi a queste feste si incontrano certi matti… quel tale, tutto agghindato che agitava in aria cento sterline… e poi… come mi guardava. Spiritelli, venite, rispondete: devo temerlo? E Labelle, dove ti sei cacciata?

(Silenzio)

Labelle!

(Silenzio)

Ah già… è andata al ballo latino-americano…. o sino-giamaicano… non ricordo.

(Pausa)

Spiritelli mi avete lasciato anche voi?

Spiritelli (da dietro le quinte)
Sempre in contrasti
con voi si sta:
or cosa basti
chi lo saprà?

Berenice
Non rimproveratemi… è nella mia natura essere scontenta, e forse anche infelice!

Spiritelli
Teco sia pace
donna tenace,
quel che ha da essere
certo sarà!

Berenice
Ma quell’uom torvo…

Spiritelli
Sia come il tordo
che cieco e sordo
in bocca va
del predator
che lo vorrà!

Berenice
Dunque non devo temere?

Spiritelli
Temi l’orgoglio cieco
temi la vanità!

Berenice
Vanità?

Spiritelli
Già lo cantammo,
donna superba:
gran mal può nascere
e molto increscere
da un riccio indocile
che ritto sta!

Berenice
Un riccio? E allora? Cos’hanno di male i miei riccioli? Santo cielo, voi parlate troppo difficile. E io stasera sono troppo stanca per capirvi.

Scena sesta

Per strada

Forfex
Dunque, intesi? Tu, Ariel, suoni e chiedi di entrare. Dovrai farla venir fuori, anche solo per un attimo, dall’ufficio. Il pretesto lo sai. Poi io con queste forbici… (mostra un paio di forbici di grandezza spropositata).

Ariel
Il pretesto? E come no? Nientemeno che un invito da parte del pretendente al trono di Francia!

Forfex
Sì… quell’imbecille di un Borbone, che mi ha rubato centinaia di migliaia di sterline… dev’essere in Africa, o in India… o chissà dove… il vecchio Louis ora, ma lei non lo sa… basta farle vedere la busta, a quella deliziosa parvenue, con i bei gigli di Francia tutti appassiti.

Ariel
Sì… ora entriamo…

(Entrano in un portone, Forfex dietro di lui; tira un lungo campanello a corda di quelli di una volta).

(Voce da dentro)

Chi è?

Ariel
Devo consegnare una lettera urgentissima… un invito riservatissimo da Parigi… da parte di Luigi XIX di Borbone per madama Berenice.

(Voce da dentro)

Entrez!

Scena settima

(Sulla porta della «Perfumes & Profits»)

Labelle
Una lettera dal pretendente al trono di Francia per madama Berenice? Non è una balla, eh?

Ariel
No, ma per le mani ipsissime
(son cose riservatissime)
alle trecce sue piissime
io la darò!

Labelle
Come sei ridicolo… fìdati… dai a me…

Berenice
(venendo avanti)
Insomma, non perdiamo… tempo… dia a me, cursore!

Ariel
Vorrei… una firma
per la conferma

Da dietro le spalle di Ariel spunta Forfex, con le forbici.

Forfex
Ecco, divina!
(le taglia un ricciolo)
Sei mia captiva
sei mia regina
io ti son schiavo!

Berenice
(dopo un momento di mutismo stupefatto)
Il riccio dammi, il riccio!

Forfex
Io il riccio darti? Oh no!

Berenice
Ti rovino, villano!

Forfex
Villano son, che adora.

Berenice
Villano, no: bastardo!

Forfex
Sono tutto tuo e ardo.

Berenice
Bastardo, sì, bastardo!

Forfex
Il riccio l’ho: sei mia!

Berenice indietreggia e barcolla: ha una specie di sincope.

Labelle
Oh via da qui, va via!

Berenice
No fermalo, lo voglio!

Forfex
Vuoi me, ninfa gentile?

Berenice
No, no, il riccio, tu vile!

Forfex
Or son schiavo e rido!

Berenice
Io ti rovino, idiota!

Forfex e Ariel fuggono.

Scena ottava

Forfex e Ariel, seduti, danno le spalle al pubblico. Ogni tanto Ariel batte sulla spalla di Forfex, per incoraggiarlo. In piedi, in fondo alla scena, mute, la faccia rivolta al pubblico, Berenice e Labelle; escono di corsa appena ascoltata la sentenza.

Voce fuori campo

La corte entra: entra la corte!

Forfex e Ariel si alzano brevemente, poi si risiedono.

Noi, real tribunale,
dopo accurato esame,
condanniamo quest’uomo,
che Forfex ha nome,
colpevole di ratto
semi-carnale
ai danni di donna Berenice
a pagare la penale
in ragione d’un milione
di sterline sonanti;
inoltre lo condanniamo
a scrivere, in rima,
sulla pagina prima
del primo giornale
di Londra, città capitale,
una lettera lunga lunga
di scuse e di promesse:
promesse
di tenersi al largo
dalla suddetta dama
d’un chilometro almeno
di notte e di giorno
d’estate e d’inverno
e d’astenersi
da ogni beneficenza
sia in solido sia in natura.
Il corpo del reato
non fu trovato,
se il colpevole
più non l’ha
(come disse)
il vento lo avrà,
quel riccio benedetto!
La Corte di Sua Maestà
così decise,
e il cancelliere scrive.

Forfex
È andata bene, bene!

Ariel
Ma cosa dite? Un milione di sterline?

Forfex
Sì… ma il riccio…

Da dietro Forfex mostra il ricciolo, semicelato dentro un fazzoletto che stringe in mano.

Ariel
E cosa ve ne fate?

Forfex
Il più bel riccio
tra i miei feticci:
mi giova attendere
il tempo buono,
lei sarà mia
quando che sia,
lei vera dea!

Ariel
Chi sogna di giorno
chi sospira ognora
mai niun lo rincuora:
morirà d’inganno!

Scena nona

Labelle
Siete contenta, madama? Quel pazzo è bello che sistemato!

Berenice
Contenta io? Ma neanche per ridere. Sono stata presa in giro e non ho avuto la soddisfazione di vederlo in ceppi, il villano.

Labelle
In ceppi? Ma non starete esagerando?

Berenice
No, non esagero… e poi quel riccio, quel riccio non mi è stato restituito… e questo è un vero affronto.

Labelle
Sì… forse avete ragione… su, su sfogatevi… piangete… se volete, picchiatemi, in fondo la colpa è solo mia! (Piagnucola).

Berenice
No, Labelle… ma almeno fammi cantare con furore!

In grembo a mille furie
sento che l’alma freme
e mille spade insieme
a mille orrende ingiurie
opprimono il mio cuor.

Uom di puerile coto
s’ancora uomo tu sei
spregiato dagli dèi
ai giusti sempre ignoto
io sempre t’odierò!

Le fiamme dell’inferno
or possano ferirti
or debbono ghermirti
tu, Forfex, in eterno
che sempre spregerò!

Però voi spiritelli
perché lasciarmi sola
senz’un che mi consola,
voi ch’eravate belli
perché tanto rigor?

Io son grande filantropa
amica dei meschini
perché tali vicini
che ognora mi sbeffeggiano
mi tocca ritrovar?

In grembo a mille furie
or la mia alma geme:
non troverà più speme
la grande Berenice
oppur qualche vindìce
ristorerammi il cuor?

C’è ancora un uomo vero
che della donna agogna
non ricci (lui alla gogna!)
ma il corpo tutto intero
e ’l colmi di piacer?

(Ripete l’ultima strofetta, guardando intensamente in platea).

Scena decima

Berenice, Labelle poi Forfex e Ariel entrano ed escono quasi di corsa dalla scena durante l’aria finale, senza far vista di incontrarsi o di riconoscersi.

Gli spiritelli dell’attimo opportuno ( per la prima volta visibili in scena):

Voi spettatori, prégovi, ancora non partite
una morale c’è, seppure sia molto mite:
una donna vista avete sdegnosa e superba,
un uomo prepotente, ch’è debole fil d’erba,
un femminil puntiglio, ch’è molto ben pagato,
un riccio poverissimo, ch’è un milion costato:
dacché Eva disse a Adamo: ‘perché non ci proviamo?’,
di vanità non vidi ch’alcun fosse più schiavo.
L’eccesso d’amor proprio spinge a tali disastri
ch’a contrastare infine non posson manco gli astri:
uomini, donne, siate un po’ più ragionevoli
animali siam tutti invero molto deboli
soffrir dobbiamo torti, talvolta anche strapazzi,
se d’odiar ci prende il gusto finiremo pazzi.
Io per il lungo tempo che nell’amar ci avanza
a tutti ora consiglio imparar la tolleranza:
dimenticare i mali è quello che più conviene
poi abbracciar prontissimi il vero vostro bene!

Sipario.